Come si manifesta? Quando dobbiamo recarci dal medico?

La malattia di Parkinson è caratterizzata da tre sintomi classici: tremore, rigidità e lentezza dei movimenti (bradicinesia), ai quali si associano disturbi di equilibrio, atteggiamento curvo, impaccio all’andatura e molti altri sintomi definiti secondari perché sono meno specifici e non sono determinanti per fare una diagnosi. All’inizio i pazienti riferiscono una sensazione di debolezza, di impaccio nell’esecuzione di movimenti consueti, che riescono a compiere stancandosi però più facilmente. A tale sensazione di debolezza in genere non si associa una sensazione di perdita di forza muscolare.

Ci si accorge poi di una maggior difficoltà a cominciare e a portare a termine i movimenti alla stessa velocità di prima come se il braccio interessato o la gamba fosse “legati”, rigidi. La sensazione di essere più lenti e impacciati nei movimenti è forse la caratteristica per cui più frequentemente viene richiesto il consulto medico insieme all’altro sintomo principale, tipicamente associato a questa malattia e anche il più evidente: il tremore. Il tremore è spesso fra i primi sintomi riferiti della malattia; di solito è visibile nelle mani, per lo più esordisce da un solo lato e può interessare l’una o l’altra mano. Il tremore tipico si definisce di riposo e si manifesta, per esempio, quando la mano è abbandonata in grembo oppure è lasciata pendere lungo il corpo.

Non è però un sintomo indispensabile per la diagnosi di Parkinson; difatti non tutti i malati di Parkinson sperimentano tremore nella loro storia e d’altra parte non tutti i tremori identificano una malattia di Parkinson. Altri disturbi per i quali frequentemente un malato di Parkinson si rivolge inizialmente al medico possono essere alterazioni della grafia che diventa diversa da quella consueta e sempre più piccola mano a mano che si procede nello scrivere; oppure alterazioni della voce che a un ascoltatore abituale, quale è un parente, appare cambiata e che viene descritta come flebile e monotona; inoltre lo stesso parente si può accorgere di una variazione dell’espressione del volto: la cosiddetta “facies figee”, cioè un viso più fisso e meno espressivo. Tutti questi sintomi, ma in particolare il tremore, possono essere resi evidenti o temporaneamente aggravati da eventi stressanti.

I contenuti sono stati tratti dal libro “Guida alla malattia del Parkinson” Associazione Italiana Parkinsoniani – Fondazione Grigioni per il Morbo di Parkinson – World Parkinson Disease Association – Prof. Gianni Pezzoli e Dott.ssa Silvana Tesei, che verrà dato gratuitamente associandosi all’AIP.