Il decorso clinico

L’evoluzione naturale della malattia, così come era conosciuta un tempo, di rallentamento motorio progressivo con grave riduzione della autonomia, è stata radicalmente modificata dalla introduzione in terapia della levodopa, farmaco disponibile fin dagli anni ’60. Da allora si è assistito a un costante progresso e l’attuale terapia farmacologica, associata alle altre strategie consigliate per il controllo della malattia, risulta molto efficace nel mantenere motilità e autonomia. Per meglio seguire l’evoluzione della malattia sono state approntate delle scale di valutazione utili per definire lo stadio di malattia.

La scale più frequentemente utilizzata è quella di Hoehn e Yahr dal nome dei due autori che l’hanno proposta.

Possiamo distinguere il decorso della malattia in:

  • stadio 1: malattia unilaterale
  • stadio 1.5: malattia unilaterale più coinvolgimento assiale
  • stadio 2: malattia bilaterale senza disturbo di equilibrio
  • stadio 2.5: malattia bilaterale con recupero dell’equilibrio alle manovre di spinta
  • stadio 3: malattia bilaterale da lieve a moderata; qualche instabilità di equilibrio; indipendente
  • stadio 4: disabilità marcata; in grado di mantenere la stazione eretta e di deambulare autonomamente
  • stadio 5: costretto in sedia a rotelle o a letto se non è aiutato
I contenuti sono stati tratti dal libro “Guida alla malattia del Parkinson” Associazione Italiana Parkinsoniani – Fondazione Grigioni per il Morbo di Parkinson – World Parkinson Disease Association – Prof. Gianni Pezzoli e Dott.ssa Silvana Tesei, che verrà dato gratuitamente associandosi all’AIP.