Da crisalide a farfalla

La metamorfosi di Antonio e… di Luigina

…come si può migliorare la convivenza con la malattia di Parkinson.

Antonio è un nuovo amico che si è aggiunto al gruppo di persone che, grazie all’AIP, si sono incontrate, conosciute e hanno stretto amicizia.
La metamorfosi di Antonio è iniziata a settembre 2007 quando contattò l’AIP e scelse di partecipare, insieme a sua moglie, agli incontri di gruppo che annualmente si svolgono presso la sede di Roma.

Luigina e Antonio sono una coppia molto unita che con l’avvento della malattia aveva ribaltato i rispettivi ruoli.

Luigina, donna forte e vitale, aveva preso le redini della situazione sostituendosi in tutto ad Antonio fino a sentirsi delegata a rispondere alle domande che venivano rivolte a suo marito.

Antonio, con il suo andamento impacciato e lento causato dal Parkinson, aveva assunto un atteggiamento remissivo e spaventato che lo portava a delegare tutto a Luigina.

Durante gli incontri di gruppo, Luigina ha raccontato come cercava di spronare suo marito a fare, a muoversi, motivando il perchè si sentiva in dovere di sostituirsi a lui. Con il suo fare – premuroso e affettuoso – stava però spingendo Antonio, che volentieri si lasciava condurre, ad una sempre più marcata inattività .

Ascoltando le storie degli altri partecipanti, Luigina pian piano ha capito che a causa del troppo amore non stava aiutando Antonio ed ha così cominciato a lasciare più spazio a suo marito.

Inizialmente Antonio, con il suo atteggiamento proteso in avanti, bloccato e rallentato fisicamente dal Parkinson si muoveva con difficoltà, bloccato emotivamente dalla paura e dal dispiacere di essere ammalato finiva inesorabilmente col piangere nell’esprimere le sue emozioni.

Ma pian piano, imparando a tirar fuori ciò che lo faceva soffrire, ascoltando gli altri che come lui vivevano gli stessi problemi, lentamente si è ammorbidito nel fisico e nell’anima.

Unitamente agli incontri di gruppo, Antonio ha frequentato e sta frequentando un centro di fisioterapia dove sta curando la postura con l’esercizio fisico in un ambiente ricco di stimoli, positivo, vivace e, aspetto molto importante, in compagnia di altre persone.

L’Antonio di oggi non è più quello di qualche mese fa: vederlo camminare più eretto, più spedito ….vedere il sorriso spuntare sempre più spesso sulle sue labbra ….vedere i suoi occhi brillare … occhi nei quali si può leggere la gioia di non sentirsi più solo e impaurito a causa del Parkinson, è la dimostrazione che non bisogna mai isolarsi, che i nostri problemi sono i problemi di tante persone e che insieme ci si può aiutare.

Antonio l’abbiamo visto felice ballare in occasione della tombolata di Natale insieme a sua moglie ma anche insieme a Katia e a Francesca, che hanno precedentemente fatto il suo stesso percorso e che, grazie all’aiuto ricevuto, ora vivono il Parkinson in maniera più serena sapendo che hanno tanti amici su cui contare e dai quali sono comprese.

Anche Luigina non è più quella di qualche mese fa, anche lei ha subito una metamorfosi: ora si sente compresa nei suoi problemi, ha delegato nuovamente ad Antonio le incombenze di cui si era fatta carico, ha stretto amicizie e non si sente più sola.

Ma è il percorso compiuto da Antonio, la sua metamorfosi così evidente e rapida che lascia ogni giorno sempre di più stupiti i fisioterapisti, il medico che lo ha in cura e noi suoi compagni e amici che lo abbiamo visto migliorare sotto i nostri occhi giorno per giorno.

Ad Antonio e Luigina vogliamo pubblicamente dire il nostro ‘GRAZIE’ perché se, come essi affermano, hanno ricevuto tanto da noi tutti, vogliamo che essi sappiano che ci hanno dato molto con la loro partecipazione, con la loro umanità, con il loro esempio di coppia che la malattia di Parkinson ha reso più unita e più forte.

Grazie Luigina, grazie Antonio

I partecipanti agli incontri di gruppo
Settembre 2007- Gennaio 2008